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-- GiuseppeVentrella - 08 Jul 2006

Net Loss - c'è chi dice NO

Premessa

Dalle più piccole alle più grandi le reti informatiche a livello fisico sono costituite da cavi, switch, router e quant' altro. Una rete cablata (con cavo in rame) dovrebbe essere la più semplice da testare in caso di problemi ma è vero in parte in quanto si potrebbero verificare delle condizioni che non ci permettono di identificare il problema se non con degli approci strumentali spesso abbastanza costosi. Lo scopo di questa guida è quello di poter effettuare il debug utilizzando strumenti hardware e software a basso costo (?).

Cavi e affini

Per gli elettroni il cavo in rame non poteva che essere il mezzo di trasporto più idoneo, di facile reperibilità e con un costo non elevato. Infatti le prime reti erano costituite su cavo multifilare a 6 poli, la classica piattina per uso telefonico. Con l'avvento delle reti 10Base-2 e 10Base-5 si sono utilizzati comuni e ormai storici cavi coassiali per RF a 50 ohm rispettivamente RG-58 e RG-8, cavi multicoppia CAT5 o su BUS AUI. Il collegamento a cavo coassiale era utilizzato per le reti strutturate a BUS. Ma la necessità di raggiungere velocità di trasferimento dati più elevate hanno imposto l'uso di uno standard per il cablaggio strutturato, ovvero il cavo multifilare a 4 coppie intrecciate comunemente conosciuto come cavo UTP, FTP e STP. Con questa tipologia di cablaggio è possibile collegare reti 10Base-T, 100Base-T, 100Base-T4 e 1000Base-T4 (Gigabit). La sigla T4 indica l'uso di tutte e 4 le coppie per operare in modalità Full Duplex. Questo tipo di collegamento è utilizzato per le reti strutturate a Stella, quindi ogni nodo è collegato agli altri utilizzando uno o più punti di concentramento di HUB o SWITCH. Ogni singolo componente del cablaggio concorre ad identificare la categoria dello stesso in CAT.3,4,5,5E,6,7. Le categorie 3 e 4 ormai sono obsolete per l'utilizzo con i dati ma sono ancora idonee per la fonia, mentre si utilizzano le categorie 5E,6 e 7 sono conformi per il collegamento a 100Mbit o Gigabit.

Strumenti

Per poter effettuare delle prove sui cavi saranno necessari un tester di coppie per cavi ethernet, un multimetro digitale, un oscilloscopio con banda passante da 100MHz e un generatore di impulsi. Il software necessario per poter verificare eventuali link e il traffico di rete è mii-tool ed ethereal o in alternativa tcpdump.

Esempio 1: Cavo Ethernet CAT.5E e superiori, link non disponibile.

Il primo controllo, soprattutto su hardware di rete non recente costruzione, è verificare che i cavi siano intestati nella giusta configurazione. Un cavo crossover innestato su una porta non uplink di uno switch di vecchia concezione non permetterà di effettuare il link con un host. Verificare che i cavi siano intestati secondo la 586A o 586B, quindi con le coppie sull'appropriato PIN del connettore RJ-45. Alcuni commettono l'errore di intestarli coppia per coppia sequenzialmente comportando diversi problemi elettrici che soprattutto su lunghe tratte costituiranno un problema di banda passante con i pacchetti dati in continua collisione. Per poter effettuare queste prove basta utilizzare un tester di coppie per cavi ethernet e una ispezione visiva. Vericare la funzionalità di schede di rete, switch, ecc...

Esempio 2: Cavo Ethernet CAT.5E e superiori, link disponibile ma non vi è traffico di rete.

Effettuare le prove come nell'esempio 1. Verificare inoltre che la classe di indirizzamento e la subnet mask corrispondano alla rete con la quale vogliamo comunicare ed eventuali impostazioni di router, firewall, ecc... Nel caso in cui tutte le prove diano riscontro positivo ma non si riesce a "entrare" in rete sicuramente vi è qualche problema sul cavo. Purtroppo se il tester di coppia rileva che tutte le coppie sono integre non è in grado di darci altre informazioni (tranne se si usa un analizzatore di cavi). Si procede testando coppia per coppia utilizzando il metodo del TDR (Time Domain Reflectometer) che essenzialmente consiste nello "sparare" un impulso sul cavo e in base all'inviluppo della forma d'onda, l'ampiezza e il tempo che impiega per viaggiare e "rimbalzare" all'indietro sul cavo stesso si analizza la tipologia del problema. Ad esempio un disadattamento di impedenza si può verificare generalmente per intestazioni errate, raggio di curvatura o strozzature o per problemi di costruzione in fase di produzione.

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